Sotto i bombardamenti


Sotto i bombardamenti,

hai lasciato i tuoi segni nel selciato.

Come impronte di storia

impresse sul sentiero di casa.

 

I tuoi passi sui ciottoli,

ricordavano il torrente impetuoso

che incessante leviga le pietre,

come il tempo fa con le mani.

 

E quelle mani impastate di rosso,

che colgono la polpa dal verde,

e la porgono a oriente-“alter”,

laddove, ed in cui, la pace è concessa.

 

E’ il sudore di chi l’infanzia l’ha vista,

e vissuta nel rumore umile e discreto della croce,

del passo felpato del gatto,

che è ora, come allora, forza motrice raccolta dal vento.

 

Ed è in quel lavoro che hai tessuto le forme nell’ambra;

ed è in quella linfa che la vita ti ha donato,

alla quale hai sorriso e a tua volta donato,

quella forza che fu sempre tua e mai ti ha lasciato.

 

A Francesca

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La Quiete


La Quiete spezzata

‘vinghiata in gusci d’armata

ombre allungate su svelti passi d’annata

grand’arte di emozioni tremanti

nell’alveo sopito riecheggia il clangore

delle barde dei cavalieri ansanti

L’ove e l’altrove / delitto e candore

La nostalgia del presente


Salite,

su sguardi appesi nel tempo

Salite,

sui dadi distesi d’arti

Salite,

sulle schiene baciate dai riflessi dei ciottoli

Salite,

sui seni coltivati di meriggio

Salite,

sui tomi usurati d’eterno

Salite,

su plettri asmanti, pellicole scollate da ricordi, misture e acquerelli e orgasmi!

Voi, salite!

Pendenti, ebbri, sudanti, aggrovigliati nel sangue ululante di momenti imperfetti,

e assenti,

e la deriva si fa  madre,

e il resto del tutto, fluisce e finisce – nella nostalgia del presente.

 

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D’umana bellezza


La bellezza sta nell’istantanea concessione all’indefinitezza.

Nell’assenza o nell’esasperazione dei sensi.

Nell’incomunicabilità partecipata.

Nell’illusione di essere con gli altri e in simbiosi con il Sé.

Nella verità dell’arte.

Nello sguardo dilatato che tradisce ogni rivolo di costruzione reale o immaginata.

Nel godimento di lasciarsi vedere e lasciarsi ascoltare, e toccare e uccidersi in quei secondi che la storia umana rende irripetibili.

The day before the end