Saggio sull’ esperienza

Oscar Wilde, non uno a caso, diceva:

"L’esperienza è il tipo di insegnante più difficile. Prima ti fà l’esame, poi ti spiega la lezione."

Noi siamo una sorta di vaso di ceramica fresca che deve ancora prendere forma, l’esperienza sono delle mani che continuamente ci plasmano, distruggono, rialzano, in un processo continuo che va dalla nostra infanzia fino a che non lasciamo questo mondo.
Nel corso della vita capita a tutti di trovarsi di fronte a degli eventi importanti, ci lasciamo trasportare da essi come delle navi su un mare agitato, magari carichi di aspettative, con una voglia di riscatto o con semplicemente una sana vena di cursiotà. E questa nave fa quello che sa fare: naviga. Ma nessuno conosce la meta, è un viaggio senza mappa e senza bussola, è un esame per cui non abbiamo studiato e forse non c’era neanche bisogno di farlo. Agiamo come meglio crediamo, spinti da un vento di motivazioni diverse a seconda del caso.
A volte potrebbe capitare di finire controvento; in quel caso, o ci fermiamo e giriamo il timone ritrovando la giusta folata oppure rimaniamo arenati, spinti indietro da una forza contraria. E’ una scelta, che può fare la differenza nel bene o nel male, ancora non ci è dato di saperlo. Noi siamo sulla nave e non sappiamo NIENTE, ci viene chiesto solo di agire, se vogliamo.
Qui entrano in gioco meccanismi complessi di scelta e valutazione, tratti di personalità e spinte motivazionali. C’è chi è razionale e c’è chi è irrazionale.

"Il pensare è per gli stupidi, mentre i cervelluti si affidano all’ispirazione" – parole di Alex in Arancia Meccanica.

"I buoni ragionamenti sono più forti di due mani robuste" – Sofocle.

E c’è chi sta nel mezzo:

"Il cuore e la ragione discutevano. E il dubbio sedeva tra loro." – Nino Salvaneschi.

Il dubbio è la chiave di volta dell’esperienza. Incontestabile nel suo nascere, a volte subdolo si insinua nei pensieri rosicchiando da una parte e dell’altra, distogliendo poi l’attenzione dall’obiettivo, dal nostro esame.
Mentre la nostra nave è lì imperterrita che continua a solcare le acque, magari aiutata da un vento forte o rallentata da una impetuosa tempesta…
Mille fattori possono deviare il suo percorso e indirizzarla verso altri lidi sconosciuti, magari piacevoli, magari spiacevoli, ma tutto al di fuori del nostro controllo.
Noi possiamo solo navigare, scegliere quando ci è dato di farlo, ma farlo alla svelta, prima che il tarlo dubbioso riesca a mangiare la ragione e la passione, perché poi sarebbe troppo tardi, perché saremmo in totale balia del fato, accettando di conseguenza tutto quello che ci viene dato senza aver agito.
Il segreto è quello di mantenere il timone sempre ben saldo tra le mani e al contempo lasciarsi trasportare; ci sono intemperie più forti di noi a cui non possiamo che essere soggiogati, ma ci sono scelte a cui non possiamo e dobbiamo sfuggire; c’è da lottare con tutte le forze per mantenere questo diritto. Credo che il nostro esame sia proprio questo: provare a scegliere, qualunque cosa succeda, qualunque sia l’incognita.

La nostra nave può andare incontro a qualsiasi tipo di meta: una bella spiaggia soleggiata, una foresta oscura o può incagliarsi tra gli scogli, ma l’importante è che non si faccia trasportare dalla balia degli eventi, con noi spettatori della deriva.

E’ il nostro esame più importante e la lezione è la vita stessa. Come diceva Oscar Wilde, la lezione arriva dopo: finché non agisci, finché non getti l’ancora e sbarchi non puoi sapere dove sei capitato, se hai fatto le scelte giuste e se il vento e le intemperie ti hanno portato nel posto che speravi. Purtroppo non sempre la lezione ci porta buone notizie, c’è solo da accettare, prendere appunti e non rimpiangere gli sforzi e gli "errori" che fanno parte del passato, l’ unica cosa che possiamo rimpiangere sono le non-scelte, se queste ci hanno portato alla deriva. Delle volte invece la lezione è inespettata e di fronte al minimo sforzo, o grazie all’intervento del caso, abbiamo trovato un ventaglio di felicità. Chiamasi anche "botta di culo", ma è merce abbastanza rara.

E in ogni caso, viaggio dopo viaggio, il vaso di ceramica continua ad essere plasmato dalle (crudeli o benevole) mani dell’esperienza (che sono anche le nostre) e riempito, si spera, delle lezioni di vita che abbiamo affrontato e alle quali, noi "avventurieri", siamo sopravvissuti.

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2 thoughts on “Saggio sull’ esperienza

  1. Giustissimo, mai rimpiangere un errore. Ti aiuta a commetterne un altro con un po’ più di esperienza. Io adoro Oscar Wilde .

  2. Il “cinismo sarcastico arrogante” di Oscar Wilde è un po’ una metafora di questa società di lupi che cercano di azzuffarsi continuamente, e poi non hanno il coraggio di guardarsi allo specchio per scoprire quanto sono mostri. Piace anche a me.

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