“Le opinioni sono come le palle, ognuno ha le sue”

Pensate come sarebbe se potessimo leggere nei pensieri della gente? 

Riuscireste a sopportare una roba del genere?
Quanto ci sforziamo ogni giorno per riuscire a interpretare i comportamenti delle persone; a vedere cosa c’è dietro quei gesti, quelle parole?
Eppure se mi fermo un attimo credo proprio che non sarei capace di accettare una cosa simile, non sarei capace di controllarla.

Parliamo di un caos incontrollato e pulsante di sentimenti, pregiudizi, bugie, verità, odio e amore…dolore e vendetta…gioia e felicità…
Un calderone di incoerenza che rispecchia la natura umana, che è appunto imperfetta, fallibile e quindi, mai veritiera al 100%. A volte è necessario perdersi nell’ignoranza del non sapere, o nell’ignoranza del credere di sapere o in quella in cui sai, ma fai finta di niente, perché fa comodo.

Non siamo predisposti ad accettare quello che non ci rispecchia. Viviamo costantemente alla ricerca di un perfetto riflesso inesistente, e rigettiamo gli specchi deformati perché ci ridanno un immagine che non vogliamo accettare. Non possiamo assolutamente accettare di essere in torto. Siamo sostanzialmente dei burattini orgoliosi mossi dalle mani dell’egoismo.

“Vivi e lascia vivere”: troppo facile. Sarebbe troppo perfetto e forse eccessivamente monotono. Meglio “Vivi e prova a lasciare vivere”. La perfezione non esiste. Ecco perché dio non fa parte della nostra terra. In caso si dovrebbe adeguare, quindi, eventualmente, è meglio che continui ad osservarci dall’alto…perché noi non vogliamo la perfezione; il caos non è il male, è caldo e spalanca i cancelli della passione; rompe gli equilibri e fa saltare gli schemi. Un cuore che pulsa, i brividi lungo la schiena, la mente che viaggia: ti fa sentire vivo. Chi ha detto che il mondo deve necessariamente essere coerente? C’è da accettare anche questa variabile.

Credo che tutti almeno una volta nella sua vita abbiano desiderato che il mondo implodesse. E’ normale, ma E’ la soluzione?

Semplicemente: noi siamo il raffinato prodotto di una serie di cellule che hanno
lottato duramente per essere “vive”, e vogliono continuare ad esserlo
nel modo che più gli piace. E’ giusto. Per fare ciò è necessario
entrare in contatto con altre cellule imperfette, che hanno lottato a
loro volta e vogliono dire la loro.

E’ uno scontro armato?

Chi vuol deporre le armi?

Dico solo che, nonostante tutto, il mondo deve semplicemente essere bello. Per tutti, a modo suo.
E nel rispetto delle nostre cellule (e soprattutto di quelle degli altri), vediamo di meritarcelo. Please.

Reading Bukowski 

Non ce la fanno
i belli muoiono tra le fiamme:
sonniferi, veleno per i
topi, corda,

qualunque cosa……..
si strappano le braccia,
si buttano
dalla finestra,

si cavano gli occhi dalle orbite,
respingono
l’amore

respingono l’odio
respingono, respingono.
non ce la fanno
i
belli non resistono,

sono le farfalle
sono le colombe
sono i
passeri,

non ce la fanno.
una lunga fiammata
mentra i vecchi giocano a
dama nel parco

una fiammata, una bella fiammata
mentre i vecchi giocano a
dama nel parco

al sole
i belli si trovano all’angolo di una
stanza

accartocciati tra ragni e siringhe, nel silenzio,
e non sapremo mai
perchè se ne sono andati,

erano tanto
belli.
non ce la fanno
i belli
muoiono giovani

e lasciano i brutti alla loro brutta vita.
amabili e
vivaci: vita e suicidio e morte

mentre i vecchi giocano a dama sotto il
sole

nel parco

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One thought on ““Le opinioni sono come le palle, ognuno ha le sue”

  1. Bukowski… anche una mia amica di vecchia data sente le sue parole. E bisognerebbe essere dei pali di cemento per non sentire vibrare dentro delle corde…
    Leggere nei pensieri della gente sarebbe sopratutto una condanna, come lo è la propensione empatica, e io ne so qualcosa.. I nostri fili a volte visibili a volte non, ci fanno inciampare e penso che il burattinaio lassù si diverte un sacco a non interferire nel nostro libero arbitrio. Ma se è vero che l’imperfezione , il gene corrotto, il virus sanguisuga, lo spiritello maligno all’interno della macchina umana ce l’ha messo lui , secondo me gli dobbiamo dire grazie. Cominciando appunto con un grazie, continuare con passione.

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