Una suina di troppo

Siamo ormai prepotentemente entrati nei mesi invernali…e non sentiamo che parlare di influenza, della suina, N1H1, A1,T1005,G91I e bla e bla ebla…

Mi ricordo che proprio in questo periodo, quando ero un moccioso, bastava che mettessi il naso fuori per raccattare il primo virus di passaggio.
A conti fatti, questa cosa aveva anche i suoi lati positivi. Voglio dire: niente scuola, alzarsi tardi, stare pomeriggi interi nel letto al caldo, rincoglionimento alla televisione guardando bim bum bam, videogiochi, genitori amorevoli e servizievoli che esaudivano ogni mia richiesta…tutto questo ben di dio in cambio di un po’ di febbre, qualche colpo di tosse o al massimo un po’ di mal di gola. Diciamo che ci si poteva stare. E’ così che ho imparato il concetto che senza un po’ di sacrificio non si può ottenere niente.

Adesso il discorso sulla soglia dei 22 anni è un po’ cambiato.
Ammalarsi è diventato uno sbattimento. Oltre ai vari sintomi della malattia c’è da aggiungerci le mancate uscite, perdita delle lezioni all’università (Statistica!), niente calcetto, depressione per la mancate uscite, sconforto per la perdita delle lezioni e così via…insomma la mancanza di tutte quelle cose "sociali" e "istituzionali" che sono fondamentali per un ragazzo di questa età.
Poi c’è da considerare il fatto che anche stando a casa i genitori non sono più amorevoli e servizievoli (anzi…), che devi sbrigare un sacco di cose nonostante la febbre (compreso studiare Statistica per non rimanere indietro e cadere nel panico totale), che non c’ho più tanta voglia di giocare mentre sto male (e da bambino ci riuscivo, inquietante…), ma soprattutto non c’è più Bim Bum Bam ad allietare i miei pomeriggi febbricitanti. Tristezza. 

Insomma ti ritrovi a girovagare per casa, con una faccia che non s’affronta, una tuta improponibile e una tazza di té caldo in mano per alleviare quel bruciore di gola che adesso non sopporti, mentre là fuori il mondo va avanti, compresa tua nonna che ha appena compiuto 82 anni e che scorrazza felice e sanissima con la sua bicicletta, nelle ghiacciate mattine invernali. E non puoi biasimarla quando ti dice: "poeri giovani, alla vostra età un sapeo neanche il che era l’influenza!". Cara nonna, significa che avrò preso la parte più scadente del tuo patrimonio genetico. Approposito, AUGURI!

Forse non mi ammalo più così tanto come quando ero bambino (viste le conseguenze mi "impegnavo" particolarmente…) ma nell’ultimo periodo ho visto più volte il termometro che la mia ragazza*. Il che non mi va proprio giù.

Se non altro negli ultimi giorni c’è chi mi ha fatto "compagnia*." 😀

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...