10 minuti così

 
Visto che domani e dopodomani ho due esamoni mostruosi, dovrei essere giusto – giusto a ripassare.
Ma dieci minuti per scrivere qualcosa posso anche permettermeli…
 
Un lasso di tempo abbastanza proficuo. Dieci minuti che rappresentano una specie di testimonianza.
Sì, perché in un momento di noia, spaparanzato a "zappingare" canali sulla tv, mi è capitato di riflettere: "cosa è cambiato? – ma più semplicemente – "sono cambiato?". E che cosa è venuto fuori? Una serie di domande che portavano a riflessioni di come in realtà non sia cambiato, di come non voglio essere cambiato.
 
Il discorso è un po’ strano. Solo per porsi la domanda è necessario che abbia avvertito in me qualcosa di diverso, eppure se provo a sforzarmi non trovo niente di così fondamentale, davvero, ma forse qualcosa c’è…
 
Sappiamo tutti che gli eventi della vita seguono situazioni cicliche, che portano a piccole rivoluzioni temporanee o a cambiamenti ideologici, ma che spesso non sono radicali, scalfiscono soltanto la "buccia".
Forse mi è capitato di grattare un po’ questa "buccia", di rendere il piatto più saporito (o amaro), ma la polpa, all’interno, sento che è rimasta la stessa. Le idee essenziali, le cose importanti e le persone significative sono rimaste identiche, quelle di sempre.
 
Quindi, se io non sono cambiato potrei aspettarmi che anche il mondo attorno a me abbia seguito lo stesso percorso? Chiaramente non lo so, o meglio, posso farmi un’ idea sulla base di quello che pensavo, cioè che – il mondo non può essere diverso per colpa dei miei cambiamenti, perché in fondo credo di essere rimasto uguale –
 
Tutto questo intortamento, un po’ egocentrico, un po’ forzato, per dire che mi aspetto che il "midollo del mondo" sia uguale, ma che la "crosta" abbia  un sapore diverso proprio perché continuamente esposta ad eventi passeggeri e collaterali. Paragonabile all’immagine della corteccia di un albero. Ma è veramente così?
 
All’inizio ho detto che sono qui per una specie di testimonianza: sto scrivendo sul blog delle stronzate a getto, proprio come ho sempre fatto. No?
 
Troppe domande. Il tempo è scaduto. Tra un po’ è l’ora di reimmergersi nelle belle nozioni delle neuroscienze, dove, proprio in chiusura del libro si dice…
 
"…convinzione sempre più diffusa che le diverse descrizioni dei fatti mentali sfoceranno infine in una concezione biologica universale del comportamento"
 
E se fosse così, allora sarebbe tutto così danntamente meccanico. mmm
W le seghe mentali (a volte).
 
 
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4 thoughts on “10 minuti così

  1. comunque secondo me non sei cambiato…il tuo modo di pensare è sempre il solito…sempre le solite paranoie e bla bla…CAMBIA LATO DELLA CASSETTA ALEEE!è scherzo…cmq secondo me non sei cambiato…e se sei cambiato sicuramente in meglio…il cervello è difficile da capire ma sei sulla buona strada!!!!bye bye…

  2. Mi aspettavo un manichino grottesco che facesse qualcosa, invece no. Già meglio, oh mio Dio ma allora questo è un tuo cambiamento?!? Scherzo, io comunque credo che fondamentalmente siamo sempre gli stessi, e che i nostri comportamenti se cambiano sono dovuti a qualcuno o qualcosa che incontriamo durante la vita. Io penso che nel nostro piccolo rimanendo uguali cambiamo, anche se sul momento non avvertiamo il cambiamento.

  3. La realta\’ e\’ che siamo vittime di cio\’ che ci accade…se cio\’ che c\’e\’ attorno a noi cambia noi ci evolviamo con esso …e cosi\’ succede a ognuno di noi…vale per chi vuole sognare dimenticare o semplicemente ricominciare…Una cosa che nn sembra cambiar mai e\’ la domanda senza risposta. Sono davvero cambiato?

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