S’ illumina d’immenso

 
Firenze, Il Franchi, Ligabue, Noi.
 
9 Luglio 2008.
 
Mentre scrivo ho ancora i brividi.
 
Un giorno in giro per Firenze (mai così bella), culminato con il concerto allo stadio. Un concerto che abbiamo caricato di aspettativa per quasi 4 mesi, un’ aspettativa tanto esagerata che temevo avrebbe potuto rovinare l’esperienza, come quando carichi un evento con mille idee fantastiche e scopri poi che in realtà, alla prova dei fatti, avevi esagerato…
 
Mi sbagliavo.
 
Così non è stato, ogni briciolo di speranza, di divertimeno, è stato puntualmente raccolto e consumato, a partire dalla mattinata, dal viaggio, dalla giornata, fino a che le orecchie non hanno cominciato a raccogliere i primi accordi di chitarra, al ritorno in macchina: bruciati, persi, ma in forma quanto basta per ritrovare l’autostrada.
 
Quando il Liga è entrato sul palco, un boato si è levato, ci siamo guardati tutti negli occhi ed è stato come dire "ci siamo" con uno sguardo. Tutto è partito sulle note di "certe notti", abbracciati al ritmo di musica dondolavamo cantando a squarciagola; e dopo ancora: "quella che non sei", "quelli tra palco e realtà", "eri bellissima", "piccola stella senza cielo", "questa è la mia vita", "ho messo via", "ho ancora la forza", "niente paura", "il centro del mondo", "il mio pensiero", "leggero", "le donne lo sanno", "urlando contro il cielo", "non è tempo per noi" e ancora e ancora, fino a "buonanotte all’ Italia", sotto scroscianti applausi. 
Accendini, braccia al cielo, urla, grida, qualsiasi gesto era un segno che quello stadio era un tutt’uno. Una folla di gente illuminata, accaldata, sudata e saltellante sotto il cielo di Firenze, una roba da brividi.
 
Il testo scritto non rende che un’ infinitesima quantità di emozioni. Queste sono pure e spontanee, vengono sul momento e sono a loro modo uniche ed irripetibili, prive di inibizione. Perdi tanti anni quanti te ne servono per ritornare bambino.
 
Il Liga si muoveva su e giù per il palco, in gran forma…
 
"Questo Paese non è di chi lo governa, ma di chi ci abita. Vi consiglio di andare a fare la cosa migliore che si può fare dopo un concerto: andate a fare l’amore. Con il vostro uomo, con la vostra donna, con chi avete conosciuto stasera. Fatelo da soli. Ma fatelo. E poi vi chiedo di fare i sogni che dovete fare, i sogni che vi meritate, in un Paese che meritate. Perché voi meritate tutto"
 
  
 
"Si, ci meritiamo tutto questo."
 
"Ligabue e la birra, non si discutono, si Amano (e 2)"
 
Infine un grazie a chi c’era e anche a chi non c’era, che non sa cosa si è perso.
 
 
– A presto con materiale audiovisivo –
 
 
 
 
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7 thoughts on “S’ illumina d’immenso

  1. eh si hai proprio ragione è stato stupendo e pieno di emozioni veramente indescrivibili…ligabue x la seconda volta mi ha lasciato veramente le parole…e come direbbe lui…ho perso le parole…..!!!!ciao ciao
     

  2. Grande Liga………..Grande Ale…………Grandi tutti insomma…………..Serata da non dimenticare mai nella vita…………..

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